Nel 2017 le energie rinnovabili hanno dato lavoro a 10,3 milioni di persone nel mondo - Buznet.it
4118
post-template-default,single,single-post,postid-4118,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive

Nel 2017 le energie rinnovabili hanno dato lavoro a 10,3 milioni di persone nel mondo

Nel 2017 le energie rinnovabili hanno dato lavoro a 10,3 milioni di persone nel mondo

Fonte: http://www.greenreport.it

Secondo il rapporto “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2018” presentato oggi dall’International renewable energy agency (Irena) al suo 15esimo Consiglio in corso ad Abu Dhabi, «Nel 2017 l’industria delle energie rinnovabili ha creato oltre 500.000 nuovi posti di lavoro a livello mondiale nel 2017, un aumento del 5,3% rispetto al  2016» e il numero totale di persone impiegate nel settore (compreso il grande idroelettrico) si attesta a 10,3 milioni a livello globale, superando per la prima volta i 10 milioni.

I maggiori datori di posti di lavoro mondiali  nelle rinnovabili restano Cina, Brasile, Stati Uniti, India, Germania e Giappone, che da soli rappresentando oltre il 70% di tutti gli occupati nelle energie rinnovabili e Irena fa notare che «Sebbene un numero crescente di Paesi stia raccogliendo i vantaggi socio-economici delle energie rinnovabili, la maggior parte della produzione avviene in un numero relativamente esiguo di Paesi e i mercati nazionali variano enormemente. Il 60% di tutti i posti di lavoro nelle energie rinnovabili è in Asia».

Per quanto riguarda l’Europa, «Nel 2016, l’anno più recente per il quale sono disponibili stime, il numero di posti di lavoro nell’Unione europea ha raggiunto 1,19 milioni, rispetto a 1,16 milioni nel 2015», si legge nel rapporto che avverte: «I numeri per entrambi gli anni riflettono una revisione significativa delle stime a seguito dell’adozione di una nuova metodologia ( EurObserv’ER, 2018), e non possono essere confrontati direttamente con i risultati riportati negli anni precedenti».

In Europa le energie rinnovabili che offrono più posti di lavoro sono quelle della biomassa solida (389.000)  e dell’energia eolica (344.000), entrambi in crescita anche nel del 2016.  Il rapporto Irena evidenzia che «L’utilizzo di biomasse sta ricevendo un sostegno politico crescente, ma metà dei posti di lavoro in Europa in questo settore si trovano in soli 6 paesi: Germania, Francia, Spagna, Italia, Polonia e Finlandia».

Nonostante le difficoltà politiche che vengono frapposte in Italia, nel resto dell’Europa l’eolico è il settore trainante e il fiore all’occhiello delle energie rinnovabili: «La metà dei primi dieci Paesi con la più grande capacità installata nel mondo sono europei. Germania, Regno Unito, Francia e Belgio sono stati tra i dieci paesi in tutto il mondo che hanno aggiunto più nuova capacità nel 2017 (GWEC, 2018)», dice il rapporto.

L’Italia, nonostante le sue potenzialità  non è certo all’avanguardia e resta al livello di Paesi più piccoli e con meno risorse: «La Francia è il terzo datore di lavoro delle energie rinnovabili in Europa, con 107.000 posti di lavoro; biomassa solida e biocarburanti impiegano ciascuno più di 30.000 persone. Polonia, Spagna e Italia sono insieme quarto, il più importante dei datori di lavoro europei».

Pesentando il rapporto, il direttore generale di Irena, Adnan Z. Amin, ha evidenziato che «Per i governi di tutto il mondo L’energia rinnovabile è diventata un pilastro della crescita economica a low carbon, un fatto che si riflette nel crescente numero di posti di lavoro creati nel settore. I dati sottolineano anche un quadro sempre più regionalizzato, sottolineando che nei Paesi in cui esistono politiche allettanti, i benefici economici, sociali e ambientali delle energie rinnovabili sono più evidenti. Fondamentalmente, questi dati supportano la nostra analisi secondo cui la decarbonizzazione del sistema energetico globale può far crescere l’economia globale e creare fino a 28 milioni di posti di lavoro nel settore entro il 2050».

Dopo il record di 94 gigawatt (GW) di installazioni nel 2017, tra le rinnovabili il solare fotovoltaico rimane il più grande datore di lavoro con circa 3,4 milioni di addetti, quasi il 9% in più che nel  2016. La Cina rappresenterebbe da sola i due terzi dei posti di lavoro nel Fotovoltaico – pari a 2,2 milioni – con un più 13% rispetto al 2016.

Nonostante un leggero calo (e le politiche anti-rinnovabili di Donald Trump e nucleariste di Shinzō  Abe) Usa e Giappone seguono la Cina come più grandi mercati del mondo per l’impiego nel solare fotovoltaico. Una Top five completata dall’india e sorprendentemente dal Bangladesh che da sola rappresenta circa il 90% dei posti di lavoro solari fotovoltaici globali.

L’eolico nel 2017 ha dovuto invece fare i conti con un lieve calo dell’occupazione globale scendendo a 1,15 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Va anche detto che le pale eoliche sono state finora realizzate in un numero relativamente piccolo di Paesi, anche se  il grado di concentrazione della forza lavoro è inferiore a quello del settore solare fotovoltaico: «La Cina rappresenta il 44% dell’occupazione eolica globale – spiega il rapporto – seguita dall’Europa e dal Nord America rispettivamente. con il 30 e il 10%».

Rabia Ferroukhi, a capo della Policy Unit e vicedirettore knowledge, policy and finance di Irena, conclude: «La trasformazione dell’energia consiste nel migliorare le opportunità economiche e l’aumento del benessere sociale mentre i Paesi mettono in atto politiche di sostegno e quadri normativi attraenti per alimentare la crescita industriale e la creazione di posti di lavoro sostenibili. Fornendo ai policy makers questo livello di dettaglio sulla composizione del fabbisogno di occupazione e competenze delle energie rinnovabili, i Paesi possono prendere decisioni informate su diversi importanti obiettivi nazionali, dall’istruzione e formazione, alle politiche industriali e alle normative sul mercato del lavoro. Tali considerazioni sosterranno una transizione giusta ed equa verso un sistema energetico basato su fonti rinnovabili».

Aspettiamo che in Italia ci sia un governo in grado di leggere il rapporto Ireana e magari di avviare buone politiche e correggere errori che impediscono alle energie rinnovabili di sviluppare tutto il loro potenziale occupazionale.

No Comments

Post A Comment